“Obbedisce” da tre decenni e rimane, ancora oggi, ambita e prestigiosa sede di servizio per tutti i marinai. L’Incrociatore Portaeromobili Giuseppe Garibaldi ha compiuto trent’anni dal varo, occorso a Monfalcone (GO) il 4 giugno 1983.
Un traguardo importante celebrato oggi a bordo, con una sobria ma significativa cerimonia, dal venticinquesimo Comandante, Capitano di Vascello Flavio Biaggi e dal Suo Equipaggio. La ricorrenza, presieduta dal Comandante delle Forze d’Altura, Ammiraglio di Divisione Carlo Massagli, già comandante di Nave Garibaldi dall’agosto 2005 all’ottobre 2006, si è svolta alla presenza della madrina, Sig.ra Flavia Donata Salvetti in Garibaldi che, con la sua presenza a bordo, ha voluto rinnovare il legame con la storica tradizione dell’Unità.
Nave Garibaldi è stata la prima Portaerei della Squadra Navale Italiana. In quel lontano giugno del 1983, il suo varo costituì un evento senza precedenti per la Marina e per le Forze Armate, contribuendo ad elevare l’Italia ad un rango ed ad un prestigio internazionale che sino a quel momento erano stati appannaggio esclusivo di pochi altri Paesi.
“Questo giorno non significa soltanto ripercorrere le pagine del libro di quadrato, dense di attività addestrative, missioni in scenari di crisi internazionali ed operazioni di supporto alle popolazioni a vario titolo colpite in qualunque parte del mondo, ma deve essere, prima di tutto, l’occasione per riflettere sull’elevato valore che Nave Garibaldi ha rappresentato fino ad oggi e ancora intende rappresentare per il nostro Paese, in termini di efficienza ed efficacia degli investimenti pubblici, di perseguimento della sicurezza e del bene della Nazione, di interazione e cooperazione con le entità sovranazionali nel garantire il supremo valore della pace” queste le parole del Comandante di Nave Garibaldi, Capitano di Vascello Flavio Biaggi nel sostanziare sentimenti, emozioni e prospettive dell’intero equipaggio della Nave.
Nei suoi trent’anni di servizio, infatti, Nave Garibaldi è stata l’Ammiraglia della flotta svolgendo un ruolo fondamentale in tutte le principali missioni internazionali che hanno visto impegnata la Marina Militare, dalla Somalia, alla Jugoslavia, dall’Afghanistan al Libano. L’ultima attività operativa di rilievo è stata l’Operazione Unified Protector in Libia nel 2011, nel corso della quale, restando in mare continuativamente per 78 giorni, ha operato per garantire il rispetto dell’embargo imposto sul traffico di armi e l’implementazione della No-Fly Zone.
Un servizio in Marina che si lega indissolubilmente con la nascita dell’Aviazione Navale. La legge Navale del 1975, promossa dal Capo di Stato Maggiore pro tempore Ammiraglio Gino De Giorgi, padre dell’attuale Capo di Stato Maggiore, Ammiraglio Giuseppe De Giorgi, ha avviato l’ammodernamento della flotta che portò anche alla realizzazione del Garibaldi, Unità che consentì alla Marina di effettuare un salto di potenzialità epocale e di dotarsi finalmente di una componente aerotattica multiruolo imbarcata.
Solcati gran parte dei mari del mondo, il Garibaldi continua ad essere un prezioso strumento strategico di elevate capacità operative, ma è anche un mezzo molto flessibile e polivalente, capace di rischierarsi, con minimo preavviso, ovunque vi siano necessità di sostegno alla Nazione ed alla comunità internazionale, in compiti di protezione civile.
Oggi, il traguardo trentennale celebrato a bordo rappresenta un doveroso riconoscimento alle generazioni di marinai che, con abnegazione e spirito di servizio, hanno prestato la loro opera a bordo di Nave Garibaldi. A tutti loro un sentito grazie per aver saputo custodirne e tramandarne l’anima, a cui l’Ammiraglio Massagli dedica alcuni attimi del proprio intervento al termine della Santa Messa “Tutte le navi hanno un’anima: gli equipaggi animano e vivificano l'acciaio delle nostre navi, ne fanno la storia, e gli equipaggi che si sono avvicendati su questa nave ne sono una testimonianza del tutto evidente e concreta, come l'equipaggio attuale, sono sempre stati apprezzati e stimati per la loro professionalità, dedizione, abnegazione, spirito di servizio, capacità di sacrificarsi. Ovunque siano andati, ovunque vadano, i nostri equipaggi riscuotono ed accrescono ammirazione e rispetto verso la forza armata”.
Vento in poppa e mari sempre favorevoli alla gloriosa Portaerei Garibaldi.
04 LUG 2013 - CIC