Avvicendamento del Capo di Stato Maggiore della Marina

Roma, 28 gennaio 2013

Intervento dell'Ammiraglio di Squadra Giuseppe De Giorgi
Capo di Stato Maggiore della Marina

Cambio al vertice della Marina Militare - Canale YouTube MMSignor ministro, Signor Capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Binelli, autorità civili, militari e religiose, gentili ospiti, saluto la bandiera di guerra della marina e delle forze navali e idealmente il sig. Presidente della Repubblica Capo supremo delle Forze Armate.

Rivolgo un pensiero deferente alla memoria dei nostri caduti.

Saluto i nostri marinai, impegnati nei cieli e nei mari del mondo, dal mediterraneo al mar rosso, al mare arabico-persico, all’oceano indiano, a difesa della libertà della navigazione, della sicurezza delle linee di comunicazione marittime e a protezione delle nostre navi mercantili, Saluto i marinai impegnati nella diuturna, spesso oscura attività nelle capitanerie, nella tutela dell’ambiente marino, nel controllo dei porti, nel soccorso in mare. Saluto i nostri soldati, gli aviatori, i carabinieri, i funzionari della presidenza del consiglio e del ministero degli esteri e tutti i servitori dello stato impegnati nel mondo, nell’interesse dell’Italia.

Rivolgo inoltre con particolare affetto il mio pensiero ai nostri fucilieri di marina in Afghanistan e in India. Capo La Torre e Sgt Girone vi ringrazio per come vi state comportando con onore e dignità. E per lo stesso motivo ringrazio le vostre famiglie a cui ci sentiamo particolarmente vicini.

Comandante dello schieramento dia il riposo Assumendo il massimo comando della Marina, sento il dovere di ringraziare il Sig. Ministro della Difesa e l’ammiraglio Binelli per la fiducia accordatami.

Nei quarant’anni della mia carriera, siete stati per me maestri e fonte d’ispirazione professionale e morale. Sostegno nel momento del bisogno, magnanimi nel perdonare i miei errori, generosi, nell’apprezzare i risultati da me conseguiti. Per questo, sono oggi particolarmente onorato di prendere le consegne dall’ammiraglio Binelli, a cui mi lega una profonda amicizia ed una grandissima ammirazione per le sue doti di marinaio e di uomo e sono orgoglioso che ciò avvenga alla presenza dell’ammiraglio Di Paola, nella sua qualità di Ministro della Difesa.

Nell’assumere l’incarico di Capo di Stato Maggiore, in un periodo della nostra repubblica così tormentato, non posso non esprimere al Sig. Ministro della difesa e all’ammiraglio Binelli la mia gratitudine per le loro tempestive e lungimiranti iniziative. Il primo, per la legge, appena approvata dal parlamento, che getta le premesse per il rilancio qualitativo delle nostre forze armate, il secondo, per aver sviluppato e varato un radicale e coraggioso processo di riorganizzazione della marina che, coerente con lo spirito della legge Di Paola, ci metterà in condizione di affrontare, nel migliore dei modi le sfide che ci attendono.

Insieme a tutti voi, uomini e donne della nostra marina, unitamente al personale civile della difesa, realizzeremo la sua trasformazione strutturale, in piena continuità con l’innovativo disegno del mio predecessore, disegno che intendo portare a compimento con vigore e celerità, condividendone pienamente gli scopi e i valori cui s’ispira. Nel frattempo, dovremo necessariamente fare di più con meno, perché se è vero che le risorse sono in contrazione è altrettanto vero che il nostro destino è sul mare. L’esigenza di una marina efficace e credibile, continua ad essere attuale e, direi, sempre più vitale per la nostra nazione.

La priorità sarà comunque data al personale, primo assetto portante della forza armata. Dovremo fare ogni sforzo per tutelarne l’integrità e la dignità, migliorandone la preparazione professionale e la qualità della vita, in ogni modo possibile; dovremo nel contempo preservare lo strumento marittimo, puntando al miglioramento della sua efficacia e alla conservazione delle sue capacità irrinunciabili, in termini di proiettabilità e potenzialità operativa. Un obiettivo ambizioso che potremo sperare di conseguire, solo eliminando gli sprechi, migliorando i processi gestionali interni, adottando soluzioni organizzative innovative, nel settore logistico, infrastrutturale e amministrativo. Il tutto, a sostegno della flotta, unica ragione d’esistere della forza armata stessa. Siamo nel pieno di una crisi globale con la quale ci dobbiamo confrontare con la forza del nostro coraggio e la consapevolezza delle nostre debolezze. Lo faremo valorizzando le capacità della nostra gente, dei dirigenti, dei funzionari e degli operai civili della marina. Lavoreremo insieme alle altre forze armate e all’industria nazionale, avendo ben chiari i rispettivi ruoli e sempre nel superiore interesse della collettività. Solo così potremo prevalere sulle avversità che ci attendono.

Se noi ammiragli sapremo dare l’esempio di moralità e di dedizione, se avremo il coraggio di affrontare il cambiamento, anteponendo il bene della marina ai nostri interessi individuali, se riusciremo a conservare la coesione degli uomini e delle donne della forza armata, la fiducia nei superiori, la durezza nel combattere la corruzione, l’indolenza e l’ignavia, senza perdere la dolcezza con i più deboli, se non ricercheremo le cariche per acquisire prestigio personale, ma per conferirlo ad esse con il nostro contegno, allora meriteremo il privilegio del nostro rango e ispireremo la nostra gente a seguirci verso un futuro degno di essere vissuto in marina.

Io conto su di voi.

Nella millenaria storia del nostro popolo abbiamo affrontato vicende e minacce di ogni genere. Insieme supereremo anche le sfide che ci attendono, per risorgere migliori di prima. Ricordiamo le nostre tradizioni, i nostri padri, ricordiamo i comandanti che hanno preferito affondare con la nave per non arrendersi, i marinai d’ogni grado che hanno sacrificato tutto, persino la vita pur di salvaguardare l’onore dell’Italia; noi siamo i loro eredi, noi per la loro memoria e per i nostri figli faremo fronte a ogni difficoltà, con coraggio e disciplina.

Ricordatevi, noi non abbiamo nulla di cui avere paura se non la paura stessa. Guardiamo dunque negli occhi il futuro, con serena determinazione, forti della nostra storia, sicuri delle nostre ragioni e della nostra fede nell’Italia.

Non posso terminare il mio discorso senza ringraziare gli equipaggi di nave Bradano, Libeccio e Vittorio Veneto, il personale della Forza Aerea della Marina, delle Forze d’Altura e della Squadra. Ringrazio i miei collaboratori più diretti, gli aiutanti di bandiera che si sono succeduti in tale delicato incarico, gli ufficiali e i sottufficiali dei miei staff. I piloti e gli equipaggi con cui ho volato. Mi avete dato moltissimo, sia sotto il profilo professionale che umano, direi affettivo. Mi avete consolato nei momenti di dolore, avete condiviso le mie notti insonni, avete trepidato con me per il successo delle nostre imprese.

Un ringraziamento particolare ai sottufficiali. Ho sempre fatto affidamento su di voi, sul vostro amore per la marina, sulla vostra lealtà. Non mi avete mai deluso. Senza di voi non sarei qui oggi.

Un grazie dal profondo del cuore a Elisabetta e Gabriele per essere sempre stati al mio fianco, nella buona e nella cattiva sorte, mantenendo sempre la fiducia in me, anche quando io stesso l’avevo perduta.

Spero davvero che siate orgogliosi di me come io lo sono sempre stato di voi. Infine, in questa circostanza, per me così speciale, un ricordo personale, particolarmente affettuoso, va a mio padre, l’ammiraglio di squadra Gino De Giorgi, Capo di Stato Maggiore della Marina dal 1973 al 1977, fautore della legge navale. Nell’assumere, 40 anni dopo, il suo stesso incarico, il mio animo è pieno di ricordi, di emozioni e di una grandissima nostalgia.

Grazie a lui ho imparato ad amare la marina, prima ancora di farne parte. Nei momenti difficili il suo esempio e i suoi valori sono stati per me d’ispirazione e conforto, sciogliendo ogni dubbio o incertezza sulle scelte e sulle responsabilità da assumere. Vorrei veramente che potesse vedermi oggi con i suoi galloni cuciti sulle maniche della mia divisa e con la sua sciabola al mio fianco. Dedico questa giornata a te e alla tua… alla nostra amata Marina.

Viva la Marina, viva l’Italia.