Marina Militare

Oggi il 449° anniversario della Grandiosa battaglia navale combattuta dalle forze degli Stati italiani e dell’Impero spagnolo, riuniti nella cosiddetta “Lega Santa”

7 ottobre 2020 Redazione Web

Ricorre oggi l’anniversario della Grandiosa battaglia navale d’arresto combattuta dalle forze degli Stati italiani e dell’Impero spagnolo, riuniti nella cosiddetta "Lega Santa", contro l’Impero ottomano. Completa vittoria dell’armata alleata, forte di circa 210 navi tra galee e galeazze e 85.000 uomini, contro le 220 galee e 60 unità minori turche, con 88.000 uomini. Lo scontro trae origine dalla necessità di rispondere all’attacco ottomano per conquistare l'isola di Cipro, la cui piazzaforte Famagosta aveva resistito per ben undici mesi, in uno degli assedi più duri dell’intera storia militare. La nascita di una coalizione mira ad ottenere una vittoria navale intesa sia ad arrestare il progredire, apparentemente inarrestabile, delle armate ottomane, sia soprattutto ad infrangere il mito della loro invincibilità.

La flotta è composta da un nerbo di galee veneziane, unitamente alle navi genovesi, toscane, pontificie, sabaude e maltesi. La componente dell’impero spagnolo, oltre alle navi iberiche propriamente dette, include le flotte di Napoli e di Sicilia, vicereami dotati di una loro parziale autonomia e di proprie Marine indipendenti, italiane a tutti gli effetti. È la prima volta, dopo mille anni, che tutti i marinai italiani sono finalmente, nuovamente riuniti sotto un unico vessillo.

La squadra si riunisce inizialmente a Messina, per poi spostarsi a Corfù, dove viene raggiunta dalla notizia che la flotta nemica si era concentrata all’interno del golfo di Corinto. Alla vigilia del 7 ottobre le navi alleate sono in mare, e guadagnano l’imboccatura del golfo. Numerosi consiglieri avevano sconsigliato il comandante, il giovane Don Giovanni d’Austria, fratello dell’imperatore Filippo II, di dare battaglia. Don Giovanni è vigorosamente spinto all’azione dal suo vice, il comandante pontificio Marcantonio Colonna, e chiede finalmente consiglio a Sebastiano Venier, a sua volta comandante della possente squadra veneziana. La riposta di Venier è laconica: è necessità, et non si può far di manco (è necessario, e non si può far di meno).

Il resto è storia.

Dopo la devastante sconfitta di Lepanto il potere marittimo ottomano non intraprese più iniziative di espansione strategica verso il Mediterraneo occidentale.