Marina Militare

L’addestramento del Corso Ordinario Palombari mirato al riconoscimento e alla neutralizzazione degli ordigni esplosivi in ambiente marittimo

22 settembre 2026 Gianluigi Angiulli

Una matita scorre su una lavagnetta bianca, sott'acqua. L'allievo osserva cosa c'è sul fondale, poi torna al disegno e aggiunge un particolare. È una delle immagini che meglio raccontano l'addestramento degli allievi palombari della Marina Militare tra Riva del Garda e il lago di Ledro. Un gesto semplice, che racchiude attenzione, precisione e una responsabilità: raccogliere informazioni sulle quali lavorerà tutta la squadra, iniziando il primo approccio a una delle peculiarità del palombaro: l'Explosive Ordnance Disposal (EOD) che comprende il riconoscimento e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi in ambiente marittimo.

Gli allievi si confrontano con gli istruttori, prendono appunti e illustrano il lavoro da svolgere. Si definiscono i compiti, si preparano le attrezzature e si organizza l'assistenza. Ciascuno impara a seguire il proprio incarico tenendo presente quello dei colleghi.

Il passaggio dal lago di Garda a quello di Ledro ha richiesto di portare questa attenzione anche nella preparazione delle immersioni in quota. Le caratteristiche dell'ambiente entrano nella pianificazione e accompagnano la gestione dell'attività, dalla superficie al fondale. È un esercizio che abitua gli allievi a collegare ciò che hanno studiato alle condizioni nelle quali si trovano a operare.

In acqua, il lavoro prosegue con la ricerca. Si avanza sul fondale con il metal detector, osservando tra i sassi. Quando viene individuato l'oggetto da riconoscere, l'attenzione si concentra sui dettagli, intenti a raccogliere tutti gli elementi e a riportarli sulle lavagnette: appunti e disegni che serviranno a descrivere quanto osservato.

Qui comincia il loro percorso nel riconoscimento degli ordigni subacquei. Durante l'addestramento hanno affrontato la gestione del pericolo e attuato le procedure previste dallo scenario organizzato dagli istruttori, imparando a seguire tutti gli step previsti lavorando come un team. La ricerca in acqua, il riconoscimento e le attività collegate al ritrovamento diventano così parti di uno stesso compito, questo legame tra chi si immerge e chi resta in superficie dà senso all'intera esercitazione. Sul battello gli altri elementi della squadra seguono l'attività e assicurano assistenza; sott'acqua gli operatori svolgono la ricerca e raccolgono le informazioni.

Gli allievi del Corso Ordinario Palombari hanno iniziato così a operare come una squadra, mettendo insieme capacità individuali, comunicazione e fiducia reciproca.

L'esperienza tra Garda e Ledro segna l'inizio della fase dedicata agli ordigni e agli esplosivi. Presto gli allievi raggiungeranno il poligono di Furbara, dove, sotto la guida degli istruttori, studieranno e impiegheranno esplosivi. Sarà il passo successivo di un percorso cominciato nei laghi, imparando a osservare con cura e a lavorare insieme.​