Marina Militare

Concluso il Seminario di Leadership e inaugurato l’International Naval Semester 2026

7 ottobre 2026 Elena Bartoli

​Con una solenne cerimonia alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio di squadra Giuseppe Berutti Bergotto, si è concluso il 29 settembre, presso l'Accademia Navale di Livorno, il Seminario di Leadership, primo modulo dell'International Naval Semester (I.N.S.) 2026. 

L'intensa settimana di lavori ha rappresentato non soltanto un evento formativo-educativo, ma il primo momento caratterizzante del semestre: i cadetti e i giovani ufficiali italiani e stranieri hanno iniziato a riconoscersi come un'unica comunità di apprendimento.

L'I.N.S. poggia su pilastri concreti: l'internazionalità, intesa come incontro quotidiano tra culture navali e militari diverse; la cooperazione, come capacità di lavorare insieme verso obiettivi comuni; la leadership, declinata non solo come insieme di competenze ma come ricerca di significato e di consapevolezza. Aprire il semestre con un modulo dedicato all'essere leader è una scelta precisa: prima ancora di affrontare contenuti tecnici e professionali, i frequentatori sono chiamati a interrogarsi sul senso della responsabilità che assumeranno verso il proprio personale, verso la missione e verso le istituzioni che rappresentano, verso il Paese. In questa ottica il primo modulo assume il ruolo di bussola, costituendo il riferimento metodologico e valoriale per l'intero percorso.

La principale novità nell'edizione del seminario svoltasi quest'anno risiede nella sua architettura didattica, costruita su due momenti complementari e strettamente collegati. Al mattino i lavori si sono sviluppati attraverso panel tematici che hanno messo in dialogo la cultura militare e quella d'impresa. 

Tra i relatori di spicco, l'ammiraglio di squadra Aurelio De Carolis, Comandante in Capo della Squadra Navale, l'ing. Andrea Casaluci, CEO di Pirelli, e l'ing. Domitilla Benigni, Amministratore Delegato di ELT Group: voci diverse che hanno offerto ai frequentatori prospettive complementari su cosa significhi guidare persone e organizzazioni in contesti complessi e in rapido cambiamento. Il confronto si è esteso anche ai massimi livelli della formazione militare, con un panel che ha riunito i vertici degli istituti di formazione di Ufficiali e Sottufficiali delle Forze Armate e della Guardia di Finanza, chiamati a riflettere su come i nuovi scenari strategici e tecnologici stiano ridefinendo il modo di preparare i leader di domani.

Le sessioni di workshop pomeridiani, sotto la guida del Professor Andrea Montefusco della LUISS Business School, hanno tradotto la riflessione in pratica e concretezza. Guidati da tutor esperti, i partecipanti hanno lavorato in gruppi volutamente eterogenei, composti da frequentatori italiani e stranieri, riprendendo i casi di studio presentati al mattino. È qui che i pilastri dell'I.N.S. hanno preso forma concreta: l'internazionalità è diventata confronto tra sensibilità culturali differenti, la cooperazione si è trasformata in metodo di lavoro, la leadership è stata esercitata nel dibattito e nella ricerca di soluzioni condivise. Una vera palestra per chi sarà chiamato a operare in contesti multinazionali.

La cooperazione internazionale non nasce soltanto nelle aule. Per questo il programma ha previsto, durante il fine settimana, visite guidate a Livorno, Pisa e Firenze: occasioni di incontro con il patrimonio storico e artistico del territorio che hanno favorito la conoscenza reciproca e consolidato quei legami informali su cui si costruisce la fiducia tra colleghi di Marine diverse.

La presenza del Capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio di squadra Giuseppe Berutti Bergotto, alla solenne Cerimonia di apertura dell'I.N.S. 2026, affiancato dal Comandante delle Scuole, ammiraglio di squadra Stefano Barbieri, ha conferito all'evento un significato che va oltre la chiusura del seminario e l'inizio ufficiale dell'I.N.S. 2026. Ha testimoniato l'importanza che la Forza Armata attribuisce alle iniziative internazionali in ambito formativo quale investimento strategico nella formazione dei futuri Comandanti e strumento di diplomazia navale, capace di creare oggi le relazioni professionali e personali su cui si fonderà la cooperazione di domani.

Ogni momento della cerimonia ha richiamato i pilastri del semestre. La parata delle bandiere dei 35 Paesi partecipanti ha dato concreta rappresentazione alla dimensione internazionale del progetto. La consegna dei premi di merito ai frequentatori italiani distintisi nel precedente anno accademico, affidata proprio ai rappresentanti delle Marine estere, ha espresso in un gesto simbolico la fiducia reciproca che supera i confini nazionali. Ben 27 Addetti Navali e 7 Consoli presenti, testimoniano la dimensione diplomatica di un'iniziativa che rafforza i legami tra istituzioni e comunità professionali di Paesi diversi.

Con la conclusione del primo modulo, l'International Naval Semester entra ora nel vivo delle sue attività. L'Accademia Navale di Livorno riafferma così il proprio ruolo di centro di eccellenza per l'alta formazione, dove la tradizione marinaresca incontra le più moderne metodologie di leadership e dove la cooperazione internazionale non è solo un obiettivo, ma il modo stesso di formare.