Marina Militare

A 103 anni, il Sottocapo Fortunato Zuliani riceve l’Attestato di Benemerenza al Valor Militare per la sua partecipazione alla Guerra di Liberazione nelle file del Battaglione “Grado” del Reggimento San Marco

9 ottobre 2026 Giuseppe De Cesare

​Una giornata di memoria, riconoscenza e orgoglio ha riunito, lo scorso 7 ottobre, le Istituzioni e le Associazioni d'Arma al Circolo Unificato dell'Esercito di Treviso, dove il Sottocapo Fortunato Zuliani, 103 anni, ha ricevuto l'Attestato di Benemerenza al Valor Militare.

Un riconoscimento che assume un significato particolare perché consegnato a un uomo che, più di ottant'anni fa, ha vissuto in prima persona una delle pagine più drammatiche e decisive della storia del nostro Paese, combattendo nelle file del 2° Battaglione “Grado" del Reggimento “San Marco" durante la Guerra di Liberazione. Oggi, davanti a rappresentanti delle Forze Armate, delle Associazioni d'Arma e della comunità militare del territorio, quel giovane Marò di allora è tornato idealmente tra i suoi commilitoni. A ricevere il riconoscimento non è stato soltanto un uomo di 103 anni, ma un testimone diretto di una generazione che seppe affrontare sacrifici, difficoltà e responsabilità con senso del dovere e spirito di servizio.

In uniforme, Fortunato Zuliani apparteneva a una generazione di uomini chiamati a compiere scelte difficili in un momento drammatico della storia nazionale. La sua esperienza nelle file del Battaglione “Grado" rappresenta oggi una testimonianza preziosa di quei Marò che, attraverso il servizio e il sacrificio, contribuirono alla Guerra di Liberazione. A consegnare questo riconoscimento sono state le stesse istituzioni che custodiscono quella memoria.

Alla cerimonia erano presenti il Presidente Nazionale dell'Associazione Nazionale Combattenti della Guerra di Liberazione inquadrati nei Reparti Regolari delle Forze Armate (ANCFARGL) Generale di Corpo d'Armata Enrico Pino, il Comandante del 1° Reggimento della Brigata Marina San Marco, capitano di vascello Ferruccio Ferreli, i rappresentanti delle Associazioni dei Leoni di San Marco, della Marina, oltre ai consiglieri e ai soci della Sezione ANCFARGL di Treviso. Ma il momento più significativo è stato quello in cui la storia ha preso la parola.

Con straordinaria lucidità e una memoria ancora viva, il Sottocapo Zuliani ha raccontato alcuni episodi della propria esperienza, rispondendo alle numerose domande dei presenti. Le sue parole hanno restituito concretezza a una storia che, con il passare degli anni, rischia di diventare soltanto una pagina sui libri.

Ascoltarlo significa comprendere che dietro le date, i reparti e gli avvenimenti della Guerra di Liberazione vi erano uomini. Uomini giovani, chiamati a vivere una stagione difficile e a portarne per tutta la vita il peso e il ricordo. Il valore della sua testimonianza risiede proprio in questo: Fortunato Zuliani non racconta la storia. Fortunato Zuliani è parte della storia. Le parole di stima e affetto rivoltegli dal Presidente Nazionale ANCFARGL e dal Comandante del 1° Reggimento San Marco hanno sottolineato il profondo legame che ancora oggi unisce il Reggimento ai propri uomini e alle proprie tradizioni.

Il Leone Alato, infatti, non è soltanto un simbolo del presente. È una memoria viva, costruita attraverso le generazioni di uomini che lo hanno portato sulla propria uniforme e che hanno servito nei momenti più difficili della storia nazionale.

Per questo, l'Attestato di Benemerenza al Valor Militare consegnato al Sottocapo Zuliani va oltre il valore formale di una decorazione: è un atto di riconoscenza verso un uomo e, attraverso di lui, verso tutti coloro che hanno servito il Paese in quella drammatica stagione. A 103 anni, Fortunato Zuliani continua così a servire la memoria. La sua voce, i suoi ricordi e la sua presenza rappresentano un ponte tra le generazioni: tra i Marò del Battaglione “Grado" e i Fucilieri di Marina di oggi, tra la storia vissuta e quella che abbiamo il dovere di custodire e trasmettere.

Perché un Reparto come il San Marco vive delle proprie tradizioni, ma soprattutto vive degli uomini che quelle tradizioni hanno costruito. E quella di Fortunato Zuliani è una di quelle storie che il San Marco non può e non deve dimenticare.​