Marina Militare

Scopriamo la Vigilanza Pesca: l'attività di sorveglianza della Marina nello Stretto di Sicilia

20 ottobre 2026 Gloria Merenda

​L'attività di Vigilanza Pesca, istituita nel 1959 e svolta senza soluzione di continuità dalla Marina nelle acque dello Stretto di Sicilia e del Mediterraneo centrale, rappresenta un presidio fondamentale per la sicurezza della navigazione e la salvaguardia delle risorse ittiche. Attraverso questo contributo, intendiamo analizzare da vicino il servizio svolto dalle unità della Marina Militare impegnate in questo delicato compito: dalle dinamiche quotidiane di sorveglianza alle azioni di intervento in caso di necessità, fino alla gestione delle comunicazioni con la flotta peschereccia italiana. 

Un viaggio all'interno di un'attività cruciale che garantisce costante supporto e protezione ai marittimi, a chi lavora in mare anche nelle aree più distanti dalle nostre coste.

Per saperne di più, abbiamo posto alcune domande al tenente di vascello Andrea Iachini, Comandante di nave Orione​, unità dipendente dalla Quarta Divisione Navale di Augusta (Siracusa), per approfondirne il tema.


  • ​​Che cos'è la Vigilanza Pesca e quali sono i motivi della sua importanza? 

La Vigilanza Pesca (Vi.Pe.) è una missione essenziale per la salvaguardia degli interessi nazionali che la Marina Militare assicura, nel Mediterraneo centrale. La sua importanza risiede nella duplice funzione di tutela e di sicurezza: da un lato garantiamo il libero esercizio dell'attività di pesca per la flotta peschereccia nazionale in acque internazionali nel rispetto delle norme vigenti; dall'altro rappresentiamo un fondamentale presidio di sicurezza della navigazione, pronti a intervenire in qualsiasi momento a supporto e a salvaguardia della vita umana in mare per tutti i marittimi che operano in aree distanti dalla costa.​

  • ​Quali tipologie di navi vengono impiegate per queste attività e che caratteristiche hanno?


Per lo svolgimento della Vigilanza Pesca vengono impiegati principalmente i pattugliatori di altura. Si tratta di navi caratterizzate da un'elevata autonomia e spiccata flessibilità operativa. Tra le dotazioni chiave figurano l'impiego di un elicottero imbarcato (essenziale per estendere il raggio di scoperta e velocizzare gli interventi) e un team sanitario in grado di fornire assistenza medica immediata. Inoltre, a bordo, è presente un team altamente addestrato della Brigata Marina San Marco (BMSM) e all'attività concorrono i velivoli di pattugliamento marittimo basati a terra.

  • Come avvengono le comunicazioni con i pescherecci? Che tipo di comunicazioni inviate quando un peschereccio si avvicina a una zona di pericolo o vietata? 


Le comunicazioni tra le nostre unità e la flotta peschereccia avvengono attraverso le frequenze radio previste per la sicurezza della navigazione marittima. Manteniamo un contatto costante con i pescherecci all'uopo di fornire loro informazioni utili sulla navigazione, bollettini meteo o avvisi di sicurezza ai naviganti, garantendo che i canali dedicati rimangano sempre operativi per qualsiasi esigenza di soccorso o coordinamento in mare.

  • Quanto dura un'operazione di sorveglianza in mare?


La presenza delle navi della Marina Militare nell'area di operazione è assicurata 365 giorni all'anno, senza soluzione di continuità. La costanza del servizio viene garantita mediante una turnazione proposta dall'Ufficio Operazioni della Quarta Divisione e avallata poi dal Comando in Capo della Squadra Navale (CINCNAV). L'avvicendamento periodico delle unità in mare garantisce la massima efficienza e la necessaria efficacia operativa.

  • ​Nel momento in cui un peschereccio lancia un allarme, ad esempio come malori a bordo o guasti tecnici, esiste un protocollo specifico da seguire per ogni tipologia di emergenza? 


Ogni emergenza in mare viene gestita secondo procedure operative standardizzate e consolidate. In caso di emergenza sanitaria, viene attivata la catena di soccorso che prevede una primissima valutazione da parte del team sanitario di bordo e l'eventuale stabilizzazione del paziente tramite l'invio del team sanitario via elicottero o battello veloce sul peschereccio. Nel caso di guasti tecnici o avarie che compromettano la navigabilità del peschereccio, l'unità in VI.PE. invia il personale tecnico di supporto per prestare assistenza e mettere in sicurezza l'imbarcazione.

  • Quali sono le principali difficoltà riscontrate nel proteggere un peschereccio che opera a notevole distanza dalle coste italiane?


Operare in alto mare comporta criticità legate alle distanze e alle condizioni meteo-marine, ma le unità impegnate in Vigilanza Pesca sono specificamente strutturate ed equipaggiate per superare queste problematiche. Le nostre navi sono costantemente pronte a prestare soccorso tempestivo agli equipaggi dei pescherecci italiani in qualsiasi condizione, sia fornendo assistenza sanitaria d'urgenza sia intervenendo per risolvere guasti complessi a bordo dei pescherecci.

  • In genere, quali sono le richieste di supporto o assistenza più frequenti da parte dei pescatori? 


Le richieste di supporto più comuni riguardano principalmente aspetti tecnici e sanitari. È frequente la richiesta di assistenza medica per malori improvvisi o infortuni dovuti alle attività di pesca a bordo, oppure la richiesta di interventi tecnici per avarie agli impianti di bordo che rischiano di compromettere la sicurezza dell'imbarcazione in alto mare.
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  • ​Cosa succede concretamente durante un intervento di soccorso?


Potrebbe raccontarci un episodio significativo o un aneddoto curioso legato a una richiesta di aiuto o a un incontro in mare con i pescatori? Durante un pomeriggio svolto in attività di vigilanza pesca, la nostra unità è stata contattata da un peschereccio italiano per un'emergenza medica a bordo: un membro dell'equipaggio era stato colpito al volto dall'esplosione di una batteria elettrica, riportando possibili lesioni che ne potevano comprometterne la vista. Grazie alla prontezza operativa e alla disponibilità degli assetti imbarcati, siamo riusciti a intervenire tempestivamente. In prima battuta, il nostro team sanitario si è immediatamente adoperato per effettuare il primo intervento sanitario e stabilizzare il marittimo. Successivamente, per garantire al paziente le cure specialistiche necessarie (nel minor tempo possibile), è stato impiegato l'assetto di volo imbarcato, mediante il quale si è provveduto al trasferimento d'urgenza del ferito presso la struttura ospedaliera nazionale più vicina.

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