Marina Militare

La Marina protagonista alla 50ª edizione del Congresso Europeo di Medicina Subacquea

5 ottobre 2026 Francesco Schiavone - Enrico Moccia

​Quando le cime vengono mollate in banchina e l'unità navale prende il largo, l'Ufficiale Medico imbarcato sa che l'infermeria di bordo diventerà il suo unico orizzonte di cura. Sul mare, lontani da approdi sicuri e immersi nella routine operativa della Squadra Navale, la salute dell'equipaggio riposa sulle nostre spalle, guidata da competenza, prontezza e innovazione. È con questo medesimo spirito di servizio che, dal 14 al 18 settembre 2026, la componente sanitaria della Forza Armata ha portato il proprio patrimonio d'esperienza sul palcoscenico di Ginevra, in occasione della 50ª edizione del Congresso Annuale dell'European Underwater and Baromedical Society (EUBS), svoltosi in concomitanza con la Consensus Conference dell'European Committee for Hyperbaric Medicine per la redazione delle nuove linee guida europee.

Presentare i nostri studi scientifici di fronte ai più illustri esponenti della comunità medico-subacquea internazionale, sotto la guida illuminata del Contrammiraglio Gualtiero Meloni, ha rappresentato un momento di elevata sintesi professionale e di profondo orgoglio. Le giornate congressuali sono state scandite da accesi e stimolanti confronti scientifici con colleghi di fama mondiale: dal professor Gerardo Bosco, pilastro della fisiologia dell'esercizio iperbarico, al professor Costantino Balestra, fino ai contributi imprescindibili dell'anestesista ed esploratore neozelandese Simon Mitchell e alle analisi sulla fisiopatologia del soccorso subacqueo curate dal Generale medico Jean-Éric Blatteau. Interagire con tali maestri ha confermato quanto la ricerca condotta in Marina Militare sia considerata un punto di riferimento imprescindibile nel panorama scientifico internazionale.

Tra i lavori presentati a Ginevra, particolare riscontro ha ottenuto il caso clinico di un giovane cuoco di bordo che, durante una missione operativa a bordo di nave Anteo, aveva riportato un'ustione. L'impiego tempestivo del protocollo di ossigenoterapia iperbarica direttamente nella camera iperbarica di bordo ha consentito una rigenerazione dei tessuti incredibilmente rapida, restituendo il marinaio al suo posto in tempi record. Guardare negli occhi quel ragazzo pronto a riprendere il proprio servizio fa comprendere il senso profondo del nostro lavoro: non si tratta solo di applicare protocolli, ma di preservare l'efficienza operativa e il morale dell'intero equipaggio.

Il secondo studio ha invece analizzato come la vestibilità del cappuccio della muta subacquea possa influenzare la variabilità della frequenza cardiaca dei nostri Palombari. Nelle profondità degli abissi, dove ogni battito conta e il mare non perdona la minima imprecisione, la tecnologia e l'equipaggiamento devono plasmarsi perfettamente sulla fisiologia dell'uomo.

La ricerca scientifica condotta in Forza Armata non nasce in asettici laboratori, ma affonda le radici nella quotidianità della vita di bordo, tra il rollio delle onde e l'incessante abnegazione del nostro personale. Portare questa realtà sulle cattedre internazionali significa riaffermare l'eccellenza della Marina Militare al servizio della salute e della sicurezza di chi opera sul e sotto il mare.​​