Comunicato stampa nr 4
11 giovani marinai
entreranno a far parte delle Forze Speciali della Marina Militare
Il 24
gennaio 2020, alle ore 12.30, presso il Comando Subacquei e Incursori (COMSUBIN)
della Marina Militare a La Spezia, si svolgerà la cerimonia di conferimento dei
brevetti da Incursore agli allievi del corso Ordinario 2019, alla
presenza del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio
di squadra Giuseppe Cavo Dragone, e di autorità politiche e militari.
Grazie
alla possibilità offerta dal concorso per Volontari in Ferma Prefissata
di un anno (VFP1), numerosi giovani hanno potuto
affrontare l’impegnativo corso formativo della durata di circa un anno -
caratterizzato da quattro fasi distinte, durante le quali gli allievi ricevono
l’adeguata preparazione fisica e professionale di base necessarie a condurre
operazioni subacquee, anfibie e terrestri - che ha portato il Gruppo
Scuole di COMSUBIN a brevettare 11 operatori.
I neo
incursori riceveranno in occasione della cerimonia l’ambito
basco verde ed entreranno a far parte delle Forze Speciali della Marina
Militare.
Diventare
Incursore significa vivere una professione appassionante e unica, con la
possibilità di una carriera avvincente e appagante nel Gruppo Operativo
Incursori, il reparto di Forze Speciali italiane conosciuto e rinomato in
tutto il mondo.
Si può
diventare un Incursore della Marina Militare attraverso la frequenza
dell’Accademia Navale di Livorno - per la quale è attualmente aperto il
relativo bando
concorsuale - e delle Scuole Sottufficiali, oppure partecipando ad un
apposito concorso per Volontari in Ferma Prefissata di un anno (VFP1)
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale che permette di accedere direttamente alla
Scuola del COMSUBIN.
Per
maggiori informazioni basta consultare il sito www.marina.difesa.it alla
sezione “Concorsi”.
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FOTO DI REPERTORIO – Copyright Marina Militare
NOTA PER I CAPOREDATTORI:
I giornalisti e le troupe
televisive che desiderino documentare l’evento, dovranno accreditarsi,
indicando nome, cognome, testata, numero tessera di iscrizione all'albo dei
giornalisti, estremi del documento di identità e numero di cellulare, entro
le ore 18.00 di giovedì 23 gennaio 2020, al seguente indirizzo di posta
elettronica: giampaolo.trucco@marina.difesa.it o in
alternativa contattando il nr. 0187-786168 oppure il nr. 0187-789166
PROGRAMMA CERIMONIA:
11.45 alle
12.20 Afflusso delle Rappresentanze Militari e Civili, degli invitati e
della stampa;
12.30 Ingresso della Bandiera di combattimento
di COMSUBIN;
12.35 Arrivo della Massima Autorità e inizio
della Cerimonia;
13.15 Termine della cerimonia.
APPROFONDIMENTI:
Il Gruppo Operativo Incursori
(GOI) è una delle due articolazioni operative del Comando Subacquei ed
Incursori (COMSUBIN) e costituisce la componente delle Forze Speciali della
Marina Militare.
Il GOI trae le sue origini sia
dalla operazioni condotte in Adriatico dalla Marina durante la prima guerra
mondiale, attraverso i MAS e i primordi delle apparecchiature speciali quali la
“mignatta” - utilizzata a Pola dal Maggiore del Genio Raffaele Rossetti e dal
Tenente Medico Raffaele Paulucci per affondare la corazzata Viribus Unitis (1
novembre 1918) - sia dai Mezzi d’Assalto della seconda guerra mondiale. In
particolare questi ultimi riuscirono ad affondare o danneggiare gravemente
naviglio da guerra avversario per 72.190 tonnellate e naviglio mercantile per
130.572 tonnellate.
Tra tutte, l’azione più ardita
fu quella che portò all’affondamento delle corazzate inglesi Valiant e Queen
Elisabeth, colpite nella rada di Alessandria d’Egitto il 19 Dicembre 1941.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale
la Marina Militare mantenne un’aliquota di personale che fosse in grado di
proseguire l’opera dei Mezzi d’Assalto. Nacque così un iter addestrativo
specifico e venne scelta la storica fortezza del Varignano, vicino a La Spezia,
come sede del Gruppo Arditi Incursori. Nel tempo, accanto alle attività
addestrative del periodo bellico, si cominciarono a sperimentare nuove tecniche
e tattiche operative.
Dopo numerose riorganizzazioni,
con il primo corso ordinario incursori del 1952, nel 1957 nacque il Gruppo
Operativo Incursori (GOI). Da quel momento il GOI ha continuato a
sviluppare autonomamente tecniche operative, equipaggiamenti e mezzi, idonei a
contrastare le insorgenti minacce, confrontandosi con le corrispondenti Forze
Speciali di altri Paesi nel corso di numerose attività interforze e
multinazionali.
In particolare, negli anni
Settanta gli Incursori del GOI affrontarono la minaccia del terrorismo
nazionale e internazionale, con la costante collaborazione con i reparti di
controterrorismo stranieri. Il GOI sviluppò, in quegli anni, tattiche
innovative ed equipaggiamenti all’avanguardia e creò al suo interno un nuovo
organismo: l’UnIS (Unità Intervento Speciale) perfettamente addestrato, pronto
a intervenire in caso di minaccia terroristica.
Oggi gli ampi margini di
capacità, flessibilità e autonomia operativa e logistica fanno del GOI uno
strumento di grande efficacia nella gestione di situazioni critiche. Gli
attuali scenari di conflittualità internazionale e la continua minaccia
terroristica richiedono l’intervento di piccole unità, particolarmente
addestrate ed equipaggiate.
In questo difficile contesto
gli Incursori della Marina Militare costituiscono uno strumento agile e
flessibile, particolarmente idoneo ad affrontare le sfide mutevoli. I compiti
assegnati al GOI sono di norma di pertinenza del livello strategico, risultano
spesso assai delicati, tecnicamente difficili e politicamente sensibili. Tra
questi:
- operazioni
di Contro-Terrorismo navale per la liberazioni di ostaggi su unità passeggeri o
mercantili e su installazioni marittime;
- attacco
da sotto la superfice del mare a unità navale e mercantili in porto o alla
fonda con l'impiego di diversi sistemi d'arma;
- raids
contro obiettivi lungo la costa o in profondità entro la fascia dei 40 Km dalla
costa con proiezione dal mare;
- condotta
di missioni di raccolta informativa e/o di supporto al fuoco aereo e navale in
territorio ostile con metodi di avvicinamento occulti;
- attività
di assistenza militare a favore di forze armate di paesi terzi;
- concorso
con le unità di sicurezza nazionali nelle operazioni di Contro-Terrorismo.
A tale scopo, il personale è
interamente professionista e l'addestramento è molto duro, selettivo ed
approfondito, in modo da garantire elevati standard operativi. Dagli anni
bellici, con le operazioni subacquee contro il naviglio nemico, agli anni di
piombo con la lotta al terrorismo nazionale ed internazionale che ha visto
impegnato il Reparto anche durante il sequestro dell’Achille Lauro, ultimamente
i compiti affidati al GOI hanno subito un ulteriore evoluzione, implementandone
la capacità di proiezione globale. Dall’11 Settembre 2001 ad oggi il GOI è
stato impegnato in maniera sempre più preponderante anche nei principali teatri
operativi terrestri, quali l’Iraq e l’Afghanistan, e per il contrasto a
fenomeni quali la pirateria in Oceano Indiano o la monitorizzazione degli
sviluppi di crisi regionali quali la primavera araba. Da segnalare,
soprattutto, le attività di Assistenza Militare a favore delle forze di sicurezza
di altri paesi attraverso attività addestrative, di supporto e di
intelligence.
Con la creazione del Comando
Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS) nel 2004, il GOI ha
iniziato a operare inserito all’interno di dispositivi interforze all’estero,
oltre a prendere parte ad attività ed esercitazioni che hanno favorito una
sempre maggiore interoperabilità tra le unità del Comparto Forze Speciali
nazionale.
Tra i principali teatri
operativi in cui hanno operato i Baschi Verdi della Marina Militare negli
ultimi venti anni spiccano quelli di:
-
Somalia (1992-1994-1996), missione umanitaria ONU
-
Ruanda (1994), missione di evacuazione connazionali
-
Timor Est (1999), missione umanitaria ONU
-
Iraq (2003-2006), Operazione Antica Babilonia
-
Afghanistan, Enduring Freedom (2003), ISAF (2006-2015) e Resolute Support
(2016-2017)
-
Iraq (in corso), Operazione Inherent Resolve
-
Libano (in corso), operazione MIBIL (Missione Militare Bilaterale Italiana in
Libano).