Marina Militare

Il team di MARICENTADD in Sinai per perfezionare la prontezza degli equipaggi e garantire l’idoneità operativa nei complessi scenari internazionali contemporanei

22 settembre 2026 Giovanni Battista Bocchi

​Dal 14 al 25 settembre 2026, le tre unità navali impegnate nella missione Multinational Force Observers (MFO) sono immerse in un intenso e serrato ciclo di addestramento elementare, sotto la guida esperta degli specialisti del Centro Addestramento Aeronavale della Marina Militare (MARICENTADD).

L'articolata attività addestrativa è coordinata sul campo da un Mobile Training Team (MTT) altamente qualificato, composto da dieci esperti istruttori. L'obiettivo è di fondamentale importanza: sviluppare, consolidare e fare proprie le conoscenze dottrinali e le abilità pratiche necessarie per un impiego corretto dei sistemi imbarcati e delle procedure tattiche di bordo. Solo attraverso questa rigida preparazione sarà possibile fronteggiare con tempestività ed efficacia qualsiasi tipologia di minaccia, sia essa convenzionale che asimmetrica, oppure gestire eventi dannosi di natura endogena ed esogena in situazioni di pace o di crisi.

Le attività programmate non concedono soste e si sviluppano attraverso un perfetto connubio tra approfonditi briefing specialistici ed esercitazioni pratiche. Il personale viene costantemente messo alla prova sia durante le soste in porto che nel corso delle dinamiche uscite in mare.

Particolare enfasi viene posta sulla difesa passiva e sul controllo del danno: gli equipaggi si addestrano senza sosta nel contrasto agli incendi e nell'estinzione delle falle, simulando scenari d'emergenza realistici in porto e in navigazione.

Inoltre, per affinare la capacità di reazione ad eventuali minacce le fasi in mare vedono lo svolgimento di esercitazioni di tiro con armi di piccolo calibro.

Questi giorni di intenso lavoro rappresentano un tassello cruciale per temprare gli equipaggi delle tre unità in un dispositivo navale coeso, preparato e pronto ad adempiere alle missioni assegnate.