Classi e sommergibili di piccolo dislocamento
Classe F

F 7




Cantiere: FIAT-San Giorgio, Muggiano (Spezia)
Impostazione: 01.07.1915
Varo: 23.12.1916
In servizio: 19.03.1917
Radiazione: 01.02.1929
Dislocamento: in superficie: 259,7 t
in immersione: 320 t
Dimensioni: Lunghezza: 45,63 m
Larghezza: 4,22 m
Immersione: 2,62 m
Apparato motore: di superficie 2 motori Diesel FIAT mod.2C 216
Potenza 650 hp ( 478,4 kW)
subacqueo 2 motori elettrici di propulsione Savigliano
Potenza 500 hp ( 368,0 kW)
2 eliche
Velocità:

max in superficie 12,3 nodi
max in immersione 8 nodi

Autonomia: in superficie 912 miglia a 12 nodi - 1.300 miglia a 9,3 nodi
in immersione 8 miglia a 8 nodi - 139 miglia a 1,5 nodi
Armamento: 2 tls AV da 450 mm, 4 siluri da 450 mm
1 cannone da 76/30 a.a.
1 mitragliatrice Colt da 6,5 mm
Profondità di sicurezza: 40 m
Equipaggio: 2 ufficiali, 24 tra sottufficiali e marinai

L'unità apparteneva alla classe F. Furono i migliori sommergibili italiani impiegati nella prima guerra mondiale ed i migliori in assoluto tra quelli progettati da Laurenti. Derivano direttamente dai "Medusa" dei quali conservarono dimensioni e le forme dello scafo. Agili e manovrieri, qualità essenziali in un bacino ristretto come l'Adriatico, rivelarono l'unico limite nella contenuta quota massima operativa.

Entrò in servizio il 19 marzo 1917. Al comando del tenente di vascello Mario Falangola, il battello fu inizialmente dislocato nella sede di Brindisi e quindi, nel gennaio 1918, ad Ancona nell'ambito della Flottiglia Sommergibili; operò in missioni di agguato offensivo partendo alternativamente dalle sedi di Porto Corsini e Venezia.
Durante queste missioni l'F 7 affondò due navi nemiche, rispettivamente il 12 febbraio e l'11 agosto 1918: il piroscafoPelagosa (245 tsl) presso lo scoglio di Guizza, e la nave tradotta Euterpe presso l'Isola di Pago.
L'unità partecipò anche a rischiose ed ardite missioni di riconoscimento di campi minati nelle acque di Passo delle Sette Bocche, attaccò un piroscafo in navigazione a circa 3 miglia dall'Isola di Scarda (Zara), che non venne colpito per difettoso funzionamento del siluro lanciato, ed infine, il 29 agosto 1918, nelle acque di Punta Mika, lanciò prima contro un sommergibile e quindi contro un piroscafo, non ottenendo risultati utili per il difettoso funzionamento dei siluri.
Dopo l'armistizio l'unita operò nella sede di Venezia fino al mese di aprile 1919 e da questa data al marzo 1923 fu alle dipendenze operative del Comando Marittimo di Napoli.
Dal marzo 1923 operò alle dipendenze del Comando Marittimo di Taranto e dall'ottobre 1925 alle dipendenze della Divisione Sommergibili che aveva sede su navePacinotti, a Taranto.
Partecipò alle esercitazioni navali dell'agosto-settembre 1925, a quelle del giugno-luglio 1927 ed a varie gare di attacco e lancio.
Il 1° febbraio 1929 venne radiato.