Classi e sommergibili di piccolo dislocamento
Classe F

F 8




Cantiere: FIAT-San Giorgio, Muggiano (Spezia)
Impostazione:12.06.1915
Varo:13.11.1916
In servizio:02.02.1917
Radiazione:01.09.1919
Dislocamento: in superficie: 259,7 t
in immersione: 320 t
Dimensioni: Lunghezza: 45,63 m
Larghezza: 4,22 m
Immersione: 2,62 m
Apparato motore: di superficie 2 motori Diesel FIAT mod.2C 216
Potenza 650 hp ( 478,4 kW)
subacqueo 2 motori elettrici di propulsione Savigliano
Potenza 500 hp ( 368,0 kW)
2 eliche
Velocità:

max in superficie 12,3 nodi
max in immersione 8 nodi

Autonomia: in superficie 912 miglia a 12 nodi - 1.300 miglia a 9,3 nodi
in immersione 8 miglia a 8 nodi - 139 miglia a 1,5 nodi
Armamento: 2 tls AV da 450 mm, 4 siluri da 450 mm
1 cannone da 76/30 a.a.
1 mitragliatrice Colt da 6,5 mm
Profondità di sicurezza: 40 m
Equipaggio: 2 ufficiali, 24 tra sottufficiali e marinai

L'unità apparteneva alla classe F.
Furono i migliori sommergibili italiani impiegati nella prima guerra mondiale ed i migliori in assoluto tra quelli progettati da Laurenti. Derivano direttamente dai "Medusa" dei quali conservarono dimensioni e le forme dello scafo. Agili e manovrieri, qualità essenziali in un bacino ristretto come l'Adriatico, rivelarono l'unico limite nella contenuta quota massima operativa.

Entrò in servizio il 2 febbraio 1917. Al comando del tenente di vascello Vittorio Levi-Schiff, il giorno 14 febbraio, durante una esercitazione, nel Golfo di Spezia e con l'unità in navigazione a circa 2 miglia a sud dell'Isola del Tino, a causa di una errata manovra, il battello affondò su un fondale di circa 30 metri. Prontamente soccorso e con l'efficace intervento della nave appoggio sommergibili Cearà (alle prove per conto della Marina Brasiliana che l'aveva ordinata ai cantieri Fiat) l'F 8 poté essere tratto in superficie senza nessuna perdita di vite umane. Posto in cantiere ne uscì il 14 dicembre e in questa data fu assegnato alla 2^ Squadriglia Sommergibili di Venezia. Durante la navigazione da Ancona a Venezia, stando immerso a 30 metri, ebbe a lamentare una grave avaria alla valvola di scarico dei gas, con conseguente infiltrazione d'acqua e scoppio in un cilindro, per cui, all'arrivo a Venezia, venne nuovamente immesso in bacino. In marzo svolse l'attività bellica da Porto Corsini, compiendo missioni offensive in acque nemiche in vicinanza dei porti di Trieste e Pola; in giugno passò ad operare con la Flottiglia Sommergibili di Ancona. L'attività bellica si concretizzò in 10 missioni offensive-difensive. Posta in disarmo subito dopo l'armistizio, il 1° settembre 1919 l'unità venne radiata.